giovedì 11 dicembre 2025

Firenze News: dal 9.12.25 torna il Bonus Bicicletta

Firenze News dal 9.12.25 torna il Bonus Bicicletta



FIRENZE News, 9 Dicembre 2025. Torna da oggi l'opportunità di fruire dei “Bonus Bici” disposti dal Comune di Firenze. Si tratta però di un incentivo all'effettivo utilizzo di e.bike, quindi solo di biciclette cosiddette “elettriche” cioè a pedalata assistita. Nessun contributo, invece, per le biciclette tradizionali. Ecco in sintesi il comunicato ufficiale, con alcune nostre brevissime considerazioni annotate con l'acronimo/sigla n.d.r. (“Nota della Redazione”)

Bonus bici Firenze 2025: incentivi fino a 1000 euro per la mobilità sostenibile

Il Comune di Firenze lancia un nuovo bando per incentivare la mobilità elettrica e ridurre l’impatto ambientale urbano. Con uno stanziamento di oltre 700.000 euro, l’Amministrazione promuove l’acquisto di mezzi a pedalata assistita tramite un meccanismo di rimborso innovativo.

Il contributo copre fino all’80% del costo del mezzo:

fino a 500€ per le e-bike

fino a 1000€ per le cargo-bike a pedalata assistita

Il bonus non è solo un incentivo all'acquisto, ma all'utilizzo effettivo. Il rimborso viene erogato in due tranche:

50% all'approvazione della domanda.

50% al raggiungimento di 400 km percorsi (spostamenti casa-lavoro/studio) entro 6 mesi, monitorati tramite l’App IF (in pratica si tratterebbe di percorrere circa 2Km e mezzo al giorno tutti i giorni n.d.r.)

Il bando è rivolto ai maggiorenni lavoratori o studenti che rientrano nelle seguenti casistiche:

Residenti o domiciliati a Firenze per studio o lavoro a Firenze.

Residenti o domiciliati a Firenze con sede studio o lavoro nell'Agglomerato: Bagno a Ripoli, Calenzano, Campi Bisenzio, Lastra a Signa, Scandicci, Sesto Fiorentino, Signa. (sinceramente si poteva aggiungere anche altre zone limitrofe come ad es il Comune di Fiesole n.d.r.)

Residenti/domiciliati nei comuni dell'Agglomerato con sede studio/lavoro a Firenze.

Le domande possono essere presentate a partire dalle ore 10 del 9 Dicembre 2025 fino al 31 Marzo 2026 salvo esaurimento fondi (quindi vale la regola “First arrived first served n.d.r.).

Per richiedere il bonus è necessario disporre della documentazione fiscale di acquisto e partecipare al progetto "MaaS4Italy" tramite l'App IF.

Altre info possono essere richieste alla seguente e.mail: bonusbici@comune.fi.it

prima di inviare l'e.mail con la richiesta di informazioni è meglio consultare prima il sito del Comune alla relativa pagina:

https://www.comune.firenze.it/.../contributo-e-bike-e... 

Nelle 2 foto: in apertura, due cittadini fiorentini che si spostano da Palazzo Strozzi in Piazza della Repubblica con le bici tradizionali, NON elettriche: categoria esclusa dal bonus; altra foto successiva: una studentessa/lavoratrice proveniente da fuori Firenze con la classica bici pieghevole trasportabile sul treno: anche questa categoria, purtroppo, rimane fuori dall'agevolazione.



altre News collegate all'iniziativa editoriale “+ Pedali – Paghi” di “TheObservatory.it” l'Agenzia di Stampa Giornalistica dell'OSSERVATORIO sulla GIUSTIZIA:

1 Bassa Romagna – comportamenti per il rispetto ambientale 


2 Master di II Livello Innovazione nelle PA e Città sostenibili 


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giovedì 27 novembre 2025

FIRENZE News: oggi è il Black Friday

FIRENZE News

oggi è il Black Friday

FIRENZE News venerdì 28 Nov. 2025. Oggi è il cosiddetto “Venerdì Nero”, un evento importato dagli USA ormai da vari anni. Nella fotocopertina scattata in Piazza della Repubblica la frase viene riportata ovviamente in Inglese e ricopre l'intero maestoso palazzo della “Rinascente”. Da una analisi del Centro Studi Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza emerge che il Black Friday aumenta soprattutto le vendite online, con un fatturato previsto di 238 milioni di euro (+7% sul 2024) e un terzo delle imprese che applicherà sconti tra il 15% e il 30%. Molte imprese hanno deciso di prolungare il periodo di sconti definendolo in vari modi, come ad esempio “Black Week”, “Black Month” o addirittura “Black Season”.

mercoledì 26 novembre 2025

FIRENZE News: a scuola di Italiano con Dante Alighieri

FIRENZE News

a scuola di Italiano con Dante Alighieri

7 ITALIANI A SU 10 BOCCIATI IN GRAMMATICA

ECCO GLI ERRORI PIÙ FREQUENTI E ORIGINALI

La lingua italiana rappresenta l’orgoglio e l’identità nazionale, ma viene spesso “maltrattata” lungo tutto lo Stivale. Avere il dubbio se scrivere “Qual è” o “qual’è” o essere insicuri se utilizzare “Da” o “Dà” sono diventate incertezze ricorrenti.

Strafalcioni da Oscar, supposizioni imbarazzanti e convinzioni infondate, oggi quasi 7 italiani su 10 (68%) litigano con la grammatica e commettono errori inquietanti nello scritto, ma anche nel parlato. Una problematica che secondo gli esperti è anche frutto dell’abuso di internet e dell’uso di neologismi e anglicismi, che hanno reso gli italiani incapaci di scrivere e di formulare a volte un ragionamento sensato nel proprio idioma. “Qual’è”, “pultroppo”, “propio”, “avvolte”, “al linguine” senza dimenticare gli imperdibili “c'è ne” e “c'è né”, gli errori degli italiani variano dall’apostrofo (62%), al congiuntivo (56%) passano per la declinazione dei verbi (50%) e la punteggiatura (52%). Ma come si può affrontare la problematica dell’utilizzo corretto della lingua italiana? Leggere con regolarità (66%), scrivere a mano (43%), evitare l’uso frequente di chatbot di intelligenza artificiale (55%) e allenare la mente “giocando” con la conoscenza della lingua italiana (47%), attraverso book-game che consentono di “ripassare” regole e storia della nostra lingua in modo più semplice e giocoso come “501 quiz sulla lingua italiana” sono alcuni dei segreti per migliorare.

È quanto emerge da un’indagine condotta da Libreriamo, il media digitale dedicato ai consumatori di cultura, su circa 1600 italiani di età compresa tra i 18 e i 65 anni, realizzata con la metodologia SWOA (Web Opinion Analysis) attraverso un monitoraggio online sui blog, forum e i principali social network – Facebook, Instagram, X, YouTube – e coinvolgendo un panel di 20 esperti tra sociologi e letterati per capire quali sono i principali errori grammaticali che commettono oggi gli italiani, le cause di tali strafalcioni e capire cosa è consigliato fare per ridare la giusta dignità alla nostra amata lingua italiana.

L’italiano, inteso come lingua, è un luogo simbolico che ci accoglie al di là delle differenze geografiche, sociali e generazionali – afferma Saro Trovato, sociologo e fondatore di Libreriamo – La lingua rappresenta un valore da salvaguardare, una delle eccellenze del nostro Paese da tutelare e valorizzare: per farlo, occorre innanzi tutto conoscerla. Per contribuire a questo processo di valorizzazione, come Libreriamo abbiamo deciso di contribuire a far riscoprire la lingua italiana attraverso il gioco e l’esercizio mentale: abbiamo così pensato a un libro, “501 quiz sulla lingua italiana”, con cui è possibile mettersi alla prova, da soli o con gli amici, per sperimentare la propria conoscenza della nostra amata lingua italiana e allo stesso tempo allenare la mente e la memoria. Perché la lingua italiana va conosciuta e salvaguardata, in quanto capace di generare senso comunità, di appartenenza, di identità.”

Ma quali sono i classici errori che commettono gli italiani? “Qual è o qual’è?” (71%) resta tra quelli più comuni. L’apostrofo in questo caso non va messo, infatti “Qual è” si scrive senza. Sempre. In cima alla classifica della categoria di errori più comuni c’è ovviamente l’apostrofo (62%), uno degli amici più antipatici della lingua italiana. Quando si mette? Semplice, con tutte le parole femminili, quindi: “un’amica sì” e “un amico no”. L’uso del congiuntivo (56%) poi mette sempre a dura prova gli italiani. “L’importante è che hai superato l’esame”, seppur molto usata questa è una formula grammaticale scorretta perché in questo caso bisogna usare il congiuntivo: “L’importante è che tu abbia superato l’esame”.

I pronomi (52%) sono un altro grande errore commesso dagli italiani che vivono all’estero. “Gli ho detto che era molto bella”. In questo caso, in riferimento ad una persona di sesso femminile, bisogna usare il pronome “le”: “Le ho detto che era molto bella”. Un errore molto diffuso nella lingua italiana, sia nel parlato che nello scritto, riguarda la declinazione dei verbi (50%), specialmente per quanto concerne l'uso dei tempi verbali e la scelta dell'ausiliare. Questi errori non sono solo semplici sviste grammaticali; spesso sono un segnale di un allontanamento dalla padronanza della lingua, riflettendo un parlato più superficiale o l'influenza di dialetti e gerghi locali che semplificano o alterano le complesse regole della coniugazione italiana. Tali inesattezze, sebbene tollerate nel linguaggio informale, diventano evidenti indicatori di sciatteria o scarsa cura nei contesti più formali o scritti.

Un altro grande classico è l’uso della C o della Q (48%). Se nella lingua parlata l’errore non si nota, nello scritto è tutta un’altra storia. Non si scrive “evaquare l’edifico”, ma “Evacuare l’edificio”. Allo stesso modo “il mio reddito è profiquo” è sbagliatissimo. Si scrive “il mio reddito è proficuo”. “Ne o né” (44%) è un altro di quegli errori “da penna rossa”. L’accento su “né” si utilizza quando questo vuole essere utilizzato come negazione. La punteggiatura (39%) poi ha fatto tante vittime. Virgole, punti e virgola, due punti, non vanno mai usati alla leggera. Ognuno ha la propria regola.

Tra i principali dubbi legati alla lingua scritta, emerge il dilemma tra “un po, un po’ o un pò?” (37%).La parola “pò” con l’accento risulta sempre più diffusa. La grafia corretta è “un po’ ” con l’apostrofo, perché la forma è il risultato di un troncamento: “Un po’ di formaggio grazie”. Molti hanno il dubbio su quale congiunzione usare tra “E o ed” e “A o ad” (35%). La semplice aggiunta della ‘d’ eufonica deve essere fatta solo nel caso in cui la parola che segue cominci con una vocale. Quindi: “Vado ad Amburgo” o “Era felice ed entusiasta” sono frasi corrette. Infine andare “daccordo” (31%) è molto difficile se non si scrive “d’accordo”. C’è chi persino “avvolte si arrabbia” (25%) e “avvolte lascia perdere” dimenticandosi che “a volte” è meglio restare a casa “avvolti dalla coperte”. “Pultroppo” (22%) è un altro errore che purtroppo si nota spesso nei commenti della gente. Allo stesso modo molte volte capita di leggere “propio bene” (19%) al posto di “proprio bene”. Ma se quelli appena citati sono gli errori più comuni commessi dagli italiani, quali sono invece quelli più originali? Un esempio “curioso” arriva dal settore beauty. Fare l’estetista a volte può diventare un vero stress: infatti uno degli errori che viene commesso dai clienti e che infastidisce di più le impiegate è questo: “Devo fare la ceretta al linguine” (13%) invece della forma corretta “Devo fare la ceretta all’inguine”. Un errore che fa imbestialire i letterati invece è l’uso spropositato della K (38%) al posto di C/CH: “Ke cosa facciamo?”, “Ke cosa fai?”. Ma la “storpiatura” della lingua italiana prevede tante altre abbreviazioni: “mi piace tt questo” (35%) invece di “mi piace tutto questo” oppure “nn sopporto chi scrive così” (34%) al posto di “non sopporto chi scrive così”. C’è chi persino “avvolte si arrabbia” (27%) e “avvolte lascia perdere” dimenticandosi che “a volte” è meglio restare a casa “avvolti dalla coperte”. “Pultroppo” (23) è un altro errore che purtroppo si nota spesso nei commenti della gente. Allo stesso modo molte volte capita di leggere “propio bene” (19%) al posto di “proprio bene”. “Andiamo a mangiare una salciccia” (17%). La forma corretta è “salsiccia” perché la parola deriva dal latino salsicia. E per tagliarla molte volte viene usato il “cortello” (15%) invece del “coltello”. Infine, “X concludere”, l’uso inappropriato della x sarebbe da abolire e ritrovare la forma più corretta “per concludere”. Ma cosa si può fare per promuovere un utilizzo corretto della lingua italiana e avere maggior “confidenza” con le sue regole? Secondo gli esperti leggere con regolarità (66%), un’abitudine che genitori e docenti dovrebbero trasmettere già in età adolescenziale, rappresenta il primo “antidoto” all’ignoranza grammaticale. Seguono tra i consigli il riprendere l’antica ma indispensabile abitudine di scrivere a mano (43%), una tradizione che con l’avvento della tecnologia sta purtroppo diminuendo ma che rappresenta invece un esercizio indispensabile per prendere dimestichezza e trovare maggior padronanza con le regole della lingua italiana. Altri elementi capace di “disinnescare” il rischio di commettere errori grammaticali sono evitare l’uso frequente di chatbot di intelligenza artificiale (55%), anche essi non esenti da errori grossolani, diminuire l’abuso di neologismi e parole straniere (51%) che possono contribuire all’insorgere di alcuni errori grossolani. Tra i suggerimenti più efficaci, gli esperti consigliano di allenare la mente “giocando” con le regole della lingua italiana (47%): diversi studi confermano che il cervello è un organo che, come un muscolo, ha bisogno di allenamento, con il gioco della domanda e della risposta che rappresenta uno dei metodi più efficaci per consolidare l’apprendimento e la conoscenza. Il cosiddetto retrieval practice, la pratica del recupero attivo delle informazioni, rafforza la memoria, stimola le connessioni neuronali e rende le conoscenze più durature (Roediger & Butler, 2011). Nascono così libri dedicati al concetto di “allenare la mente giocando” come “501 quiz sulla lingua italiana” il book-game per scoprire e difendere la lingua italiana giocando e allenando la mente, un modo per “ripassare” regole e storia della lingua italiana in modo più semplice, attraente e giocoso.

I 10 ERRORI GRAMMATICALI PIU’ COMUNI COMMESSI DAGLI ITALIANI

L’apostrofo (62%) – L’apostrofo è uno degli amici più antipatici della lingua italiana. Quando si mette? Semplice, con tutte le parole femminili, quindi: un’amica sì, un amico no. E quindi apostrofo? Si tratta di elisione: non si può dire lo apostrofo, diventa quindi l’apostrofo. Infine c’è anche il troncamento: un po’ vuole l’apostrofo, perché si tratta del troncamento della parola ‘poco’.

L’uso del congiuntivo (56%) – Il congiuntivo rappresenta il vero tallone d’Achille di moltissimi italiani. Quanti strafalcioni sentiamo ogni giorno anche, e soprattutto, in televisione? “L’importante è che hai superato l’esame”, seppur molto usata questa è una formula grammaticale scorretta perché in questo caso bisogna usare il congiuntivo: “L’importante è che tu abbia superato l’esame”.

I pronomi (52%) – L’uso corretto dei pronomi è un altro grande errore commesso dagli italiani. “Gli ho detto che era molto bella”. In questo caso, in riferimento ad una persona di sesso femminile, bisogna usare il pronome “le”: “Le ho detto che era molto bella”.

La corretta declinazione dei verbi (50%) - Un errore molto diffuso, sia nel parlato che nello scritto, riguarda la declinazione dei verbi, specialmente per quanto concerne l'uso dei tempi verbali e la scelta dell'ausiliare. Confondere l'uso dell'ausiliare essere con avere (ad esempio, dicendo "ho andato" invece di "sono andato") è un errore comune, così come la declinazione di verbi irregolari o l'applicazione errata delle forme congiuntive.

L’uso della C o della Q (48%) – Classico errore che i più distratti si portano dietro dalle elementari. Se nella lingua parlata l’errore non si nota, è nello scritto che s’incappa nell’errore. Ecco un elenco di parole che si scrivono con la C ma per le quali spesso ci si confonde e si usa la Q: Evacuare e NON evaquare; Proficuo e NON profiquo; Scuotere e NON squotere; Riscuotere e NON risquotere; Promiscuo e NON promisquo; Innocuo e NON innoquo.

Ne o né? (44%) – Un altro di quegli errori “da penna rossa”. L’accento su “né” si utilizza quando questo vuole essere utilizzato come negazione. Nel caso in cui non sia presente la negazione, ne deve essere utilizzato senza accento.

La punteggiatura (39%) – Non negatelo. Qui tutti sono caduti almeno una volta. Virgole, punti e virgola, due punti, non vanno mai usati a casaccio. Ogni segno di punteggiatura ha la propria regola. La funzione principale della virgola è quella di dare una cadenza precisa a periodi lunghi e complessi. I due punti invece si usano, per esempio, per introdurre un discorso diretto oppure per presentare una spiegazione o un elenco.

Un po, un po’ o un pò? (37%) – Pur scorretta, la grafia “pò” con l’accento risulta sempre più diffusa. Basta una rapida ricognizione in rete per accorgersi che “un pò” non si trova solo in chat, nei blog e nei forum, ma anche in comunicati stampa e talvolta in articoli di giornale! La grafia corretta è “un po’ ” con l’apostrofo, perché la forma è il risultato di un troncamento.

E o ed? A o ad? (35%) – Sicuramente, almeno una volta nella vita, anche voi avete avuto il dubbio su quale congiunzione usare nel vostro messaggio. E’ semplice: l’aggiunta della ‘d’ eufonica deve essere fatta solo nel caso in cui la parola che segue cominci con la stessa vocale con cui termina la parola precedente. Quindi: vado ad Amburgo; Era felice ed entusiasta.

a proposito: Dante Alighieri si scrive con una o con due “L”? (vedi fotocopertina base della statua)

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domenica 2 febbraio 2025

FIRENZE News: l'Università premia chi va in bici

 FIRENZE News

l'Università premia chi va in bici

Firenze news – 2 febbraio 2025 – Si parla molto di mobilità sostenibile, non solo a Firenze ma in tutte le città gravate da eccessiva presenza di traffico, smog e polveri sottili. L'unica soluzione immediatamente applicabile per attraversare il tragitto dalle periferie al centro senza sconvolgere il clima è l'uso della bicicletta. Chi non è capace di usarla professionalmente è meglio che si attrezzi, per la sua salute e per la salute di tutti i cittadini. Per dare un imput all'uso delle due ruote verdi l'Università di Firenze sposa una iniziativa dell'Amministrazione Comunale che prevede un riconoscimento economico agli studenti, dottorandi, assegnisti e ai dipendenti dell'Ateneo. Per maggiori dettagli ci si può aggiornare sui regolamenti e le applicazioni pubblicate nei siti ufficiali dell'Università (AteneoSostenibile.UniFI.it) e del Comune. Nelle immagini: sopra, due cittadini di Firenze attraversano il centro in bicicletta da Palazzo Strozzi fino a Piazza della Repubblica senza doversi preoccupare di parcheggi, traffico, ZTL e quant'altro; sotto: un treno dedicato alla mitica figura di Bartali, nella stazione di Bologna da e per Firenze con appositi spazi riservati alle biciclette (fotonotizie a cura del dott. Amedeo Recchi – giornalista fotoreporter tessera n° 087671).


LINK NEWS COLLEGATE 

venerdì 3 gennaio 2025

Firenze News il lampione Storico artigianale più bello di Firenze è quello della Discoteca YAB

 FirenzeNews

il lampione Storico artigianale più bello di Firenze è quello della Discoteca YAB

FirenzeNews – Gennaio 2025 – Gironzolando per la magica città, la redazione Firenze News ha fatto una classifica dei lampioni artigianali collocati sui palazzi d'epoca in centro. Vince il lampione ad angolo della discoteca YAB in via Sassetti. Secondo classificato, quasi ex aequo (ma solo perché era spento in assenza di una candela idonea da posizionarvi), il lampione “scultura” a forma di dragone battuto in ferro, posizionato all'angolo di Palazzo Strozzi. Hanno collaborato nella ricerca: il Giornalista fotoreporter Dott.Amedeo Recchi e la Testata GlamourNews.

primo classificato: angolo discoteca YAB - CineTeatro Odeon

secondo classificato: Palazzo Strozzi

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sabato 7 dicembre 2024

FIRENZE News: "Giustizia Sociale", da Pertini a Nencini, il 14 Dicembre a congresso

FIRENZE News

Giustizia Sociale, da Pertini a Nencini

Firenze News 7 Dicembre 2024. Si terrà il 14 Dicembre 2024, a partire dalle ore 13,00 in via del Ponte di Mezzo 27/29 a Firenze, il congresso dei Socialisti Liberali Italiani, il “Partito associazione” che potrebbe essere riportato alle origini del Socialismo Liberale proclamato da Pertini nel discorso introduttivo del suo settennato alla Presidenza della Repubblica nella seconda metà degli anni '70: «Non può esserci Libertà senza Giustizia Sociale, non può esserci Giustizia Sociale senza Libertà». Firenze ha una forte anima sociale e socialista liberale, diffusa tra la cittadinanza e tra i suoi rappresentanti politici, si pensi all'ex Presidente della Provincia di Firenze Dottor Matteo Renzi, divenuto poi Presidente del Consiglio dei Ministri (foto sotto), fino al Senatore Riccardo Nencini, ora Presidente del Vieusseux di Palazzo Strozzi (nel ritaglio alto della fotocopertina con Massimo Carugno sullo sfondo di Palazzo Vecchio). Dopo la polverizzazione delle varie anime socialiste causata dal terremoto mediatico giudiziario milanese di inizio anni '90, da anni il vecchio PSI tenta di darsi un simbolo unitario. Il Gruppo Politico “Giustizia Sociale” riconosciuto dal Ministero dell'Interno – servizi Elettorali – ha già dato disponibilità all'utilizzazione del simbolo che richiama il discorso introduttivo di Sandro Pertini (LINK) . Al congresso sono attese personalità esponenti dei gruppi politici di centro (centro destra e centro sinistra) che si richiamano ai valori Rifomisti e di Giustizia Sociale, tra i quali Matteo Renzi (fotonotizia sotto "X-Day for Social Justice"), Riccardo Nencini, Pier Silvio Berlusconi, Stefania Craxi, Bobo Craxi e tanti altri.

venerdì 29 novembre 2024

BLACK FRIDAY per immagini

 FIRENZE News

vi offre GRATIS

l'album fotogiornalistico

BLACK FRIDAY per IMMAGINI




un BLACK FRIDAY ecosostenibile se si sceglie di girare in bici
la miglior vetrina che abbiamo registrato: DIOR, via Sassetti, vicino la discoteca YAB (tra Piazza della Repubblica e Palazzo Strozzi)

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Firenze News: dal 9.12.25 torna il Bonus Bicicletta

Firenze News dal 9.12.25 torna il Bonus Bicicletta FIRENZE News, 9 Dicembre 2025. Torna da oggi l'opportunità di fruire dei “Bonus Bici”...